REPLICA SU INCOMPATIBILITA' COMPONENTI C.d.A ACQUALATINA.
Non è affatto "chiuso" il caso sulle prospettate cause di incompatibilità a carico di Fazzone, Cusani, Simeone e Renzi, perchè ciò potrà avvenire, come avverrà, solo con la sentenza della Corte di Cassazione (prevista entro la fine del corrente anno), a cui stiamo già ricorrendo.
Il dispositivo di sentenza emesso dalla Corte d'Appello di Roma (il Consiglio di Stato non c'entra nulla), ha decretato "l'improcedibilità" dei due ricorsi presentati da alcuni esponenti del Comitato per l'acqua pubblica (tra i quali vi è lo scrivente Presidente della Legambiente di Latina), ma al contempo ha decretato "l'inefficacia" dei controricorsi proposti dall'avvocato C. De Simone, per conto di Fazzone, Cusani e Simeone, che chiedeva, tra le altre cose, la modifica della sentenza emessa dal Tribunale di Latina lo scorso 25 gennaio, per chiederne la nostra condanna al pagamento delle spese processuali: cosa che la Corte d'Appello si è ben guardata dal fare.
Il collegio giudicante, nel quale è stato sostituito all'ultimo momento il Presidente, con unico dispositivo, ha usato la stessa formula sia per il ricorso proposto contro Cusani nella sua qualità di Presidente della Provincia di Latina, sia per l'altro, contro Fazzone, Cusani (in qualità di Sindaco di Sperlonga), Simeone e Renzi.
In sostanza, ha quanto si è potuto desumere dalle richieste dei giudici (le motivazioni della sentenza non sono state ancora pubblicate), risultava assente dal fascicolo processuale la notifica del ricorso a Mario Renzi; la contestazione è avvenuta nella sopresa generale dei presenti perchè si trattava della seconda udienza, risultata necessaria perchè il Tribunale di Latina non aveva ancora inviato i fascicoli originari del primo grado. Nella prima udienza, tenutasi lo scorso 10 Maggio, non vi era stata alcuna contestazione preliminare sulle notifiche, ne poteva avvenire perchè (mi assumo la piena responsabilità civile e penale di tale affermazione) essendo io stesso stato presente a tutte le udienze di tale causa (incluse quelle al Tribunale di Latina), sono testimone oculare del fatto che tutte e quattro le notifiche sono state consegnate nelle mani del giudice relatore. La scelta di consegnarle a mano in apertura di udienza, come la legge consente, era dettata proprio dal fatto di evitare "rischi", consapevoli del fatto che nonostante si trattasse di una bella giornata di sole, da quelle parti continua ad essere presente una certa nebbia che ha reso famosa quella sede giudiziaria. In fase di udienza il nostro avvocato, Ruggero Mantovani, colto come noi di sorpresa da tale contestazione, ha chiesto la riapertura dei termini di giudizio per consegnare entro due giorni la copia conforme della notifica, chiedendo comunque che fosse stralciata la posizione di Renzi (rimasto contumace già nel primo grado) e che si definisse la posizione degli altri tre citati, oltre a quella di Cusani singolarmente nella parallela causa. In quest'altra causa, invece, non è avvenuta alcuna contestazione da parte del collegio giudicante e per tale motivo si ignorano completamente le supposte cause per decretare "l'improcedibilità".
Qundi la Corte d'Appello di Roma non ha dato alcuna ragione alla nostra controparte, ma ha preferito la strada di lascare le cose come stanno: cosa che d'altra parte ci aspettavamo (anche se con ben altre motivazioni), perchè, vista la complessità e soprattutto la "pesantezza" della decisione da assumere, solo la Corte di Cassazione ha l'obbligo giurisprudenziale di assumersi tale responsabilità.
Al di là del piano tecnico, restano alcuni fatti politici che restano "scolpiti" negli atti di questa vicenda.
- E' un dato di fatto che Paride Martella (attuale Presidente del CdA di Acqualatina) è stato giudicato (tardivamente) incompatibile con il ruolo di Presidente della Provincia e che per quasi due anni ha prodotto atti e percepito compensi (a proposito di bilancio) per due ruoli inconciliabili;
- E' un dato di fatto che Armando Cusani si è venuto a trovare nella stessa posizione, rimossa (secondo noi tardivamente rispetto a quanto prescritto dalla legge), solo in data successiva a quando gli è stato notificato il primo ricorso (23 luglio 2004) che lo vedeva citato in qualità di Sindaco di Sperlonga;
- E' un dato di fatto che le dimissioni dello stesso Cusani dal CdA di Acqualatina, sono state trascritte e quindi sono divenute irrevocabili ed efficaci presso la CCIAA di Latina, solo il 19 novembre scorso (mentre sarebbero state presentate il 30 luglio); quindi, sempre a proposito di conflitto di interessi, si trova ora a difendere in qualità di Presidente della Provincia, quelle inqualificabili voci del bilancio di Acqualatina, che egli stesso ha contribuito a determinare da amministratore della società, mentre adesso dichiara che "non parteciperà all'assemblea dei soci della società" in qualità di Sindaco di Sperlonga.
Ed è proprio in previsione dell'assemblea che rischia di esplodere questo gigantesco conflitto di interessi, per tre ordini di motivi (nessuno dei quali è procastinabile);
1) Il bilancio della società (come da codice civile), deve essere approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale, quindi entro il prossimo giovedì 30 giugno; se questo non avviene, bisogna portare i libri contabili in Tribunale;
2) Ogni azionista della società ha diritto ad un voto per ogni euro di capitale sociale posseduto e quindi ogni comune detiene quote sociali in proporzione alla propria popolazione; questo significa, ad esempio, che l'apporto del Sindaco di Sperlonga in quell'assemblea è pressoche insignificante (da quì la mossa politica di non presentarsi). Il bilancio quindi potrebbe essere approvato con il 51% del capitale sociale rappresentato in assemblea (non è detto che debba avere il 51% dei voti), e visto che il 49% sarà comunque presente con la quota dei privati, il bilancio stesso potrebbe essere approvato con il solo voto dei privati; è altresì facilmente immaginabile che il bilancio verrà comunque approvato (magari con il contributo di qualche sindaco che acquisirà automaticamente un enorme potere contrattuale nei confronti della società oltre che una certa "benevolenza"), dando così "scacco matto" a tutti coloro che hanno votato contro l'approvazione di quel bilancio nella Conferenza dei Sindaci, facendogli perdere la faccia;
3) Alla fine di luglio scade il mandato dell'attuale Consiglio di Amministrazione di Acqualatina e i suoi componenti dovranno essere votati (su apposite liste) dall'assemblea dei soci; degli 11 componenti, 7 spettano alla parte pubblica e tra essi dovrà essere scelto il futuro Presidente.
Basta incrociare queste tre situazioni, la cui soluzione, come detto, non è più rinviabile, per rendersi conto che la patata è bollentissima e sicuramente qualcuno resterà scottato.
Poi basta aggiungerci il fatto che se nel nuovo CdA verrà nominato qualche politico con cariche istituzionali, il giorno dopo lo riportiamo automaticamente in Tribunale, per capire definitivamente che la vicenda è tutt'altro che chiusa ed almeno sul piano politico (anche se non è questo il nostro ruolo - ma vista la situazione), in attesa della pronuncia della Coorte di Cassazione, non siamo di certo noi che rischiamo di perdere la partita.
Sono altri, quelli stessi che gridano vittoria dopo quest'ennesima strana sentenza, che ancora una volta non dice nulla sul merito della questione, a dover dormire sonni poco tranquilli.
Roberto Lessio - Presidente Legambiente Latina.
Incompatilità? Cusani e Fazzone «ok»
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| LATINA — Nuova udienza, ieri mattina, davanti alla Prima sezione civile della Corte d’Appello di Roma in merito alla questione della presunta incompatibilità del consigliere regionale di Forza Italia Claudio Fazzone, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio regionale del Lazio sotto la presidenza di Francesco Storace, del presidente dell’amministrazione provinciale di Latina, Armando Cusani, e del consigliere comunale di Formia Giuseppe Simeone tra le loro cariche elettive ed il ruolo di componenti del Consiglio di amministrazione della società Acqualatina. Ieri, quindi, davanti ai giudici capitolini, si sono svolte le udienza di discussione dei due giudizi di appello dopo le sentenze del Tribunale di Latina con le quali, dopo le eccezioni sollevate dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Corrado De Simone, erano stati respinti i ricorsi avanzati per la decadenza di Cusani e Simeone dalle loro cariche elettive. Inoltre, il Tribunale pontino si era dichiarato territorialmente incompetente in merito al ricorso proposto per le stesse ragioni nei confronti di Claudio Fazzone (la sua attività politica si svolge, per l’appunto, nella Capitale). La Corte d’Appello ha dichiarato entrambi gli appelli improcedibili a causa dell’omesso deposito dei ricorsi dopo la loro notifica. La questione che riguarda l’incompatibilità è stata, nel gennaio di quest’anno, già abbondantemente affrontata dal Tribunale di Latina ed in particolare dal giudice Cerasoli, con Coccoluto e Lollo a latere. Ricordiamo che il presidente Cusani già da tempo si è dimesso da Acqualatina e, di conseguenza, sembrava quindi decaduta la questione del contendere su questa questione che si trascina dal momento della sua elezione alla presidenza della Provincia. |
giovedì 23 giugno 2005 |
Testo del volantino distribuito ai cittadini ed agli amministratori convocati presso l’Amministrazione Provinciale di Latina il 25 maggio 2005
Comitato Provinciale Difesa Acqua Pubblica
OGGI L'ASSEMBLEA DEI SINDACI CHE COMPONGONO L'AT04 STA DECIDENDO DI CAMBIARE LE TARIFFE DELL'ACQUA.
SI VUOLE CANCELLARE DALL’ARTICOLAZIONE TARRIFFARIA LA CATEGORIA “Utente ordinario prima abitazione con reddito inferiore a € 14.000”
SARANNO I COMUNI A RICEVERE UNA QUOTA DA ACQUALATINAPER SGRAVARE LE BOLLETTE DI QUESTI UTENTI.
DOVRANNO QUINDI METTERE IN PIEDI UN SISTEMA DI CONTROLLI, DI RISCOSSIONI ECC. CHE AVRANNO UN COSTO E CHE GRAVERANNO SULLA FISCALITA’ GENERALE.
PER I CITTADINI CIO' VORRA' DIRE MAGGIORE BUROCRAZIA.
Denunciamo
COME ANCORA UNA VOLTA SUI LAVORATORI E SULLE FASCE SOCIALI PIU’ DEBOLI VENGONO SCARICATI PARTE DEI COSTI DEL SERVIZIO IDRICO E QUESTO PER PERMETTERE AD ACQUALATINA DI FARE PROFITTI (QUANTI?) SU UN BENE COMUNE COME L’ACQUA
Convinti che la gestione di Acqualatina sia risultata fallimentare, perché esclusivamente basata sulla ricerca del massimo profitto
chiediamo
· che i sindaci boccino le modifiche tariffarie.
· che i cittadini facciano pressioni sulle proprie amministrazioni comunali, per IL RITORNO AD UNA GESTIONE COMPLETAMENTE PUBBLICA DELL'ACQUA.
· NO ALLA QUOTA FISSA PER LE FASCE MENO ABBIENTI
· tariffa agevolata fino a 250 MC per gli utenti ordinari con reddito inferiore a 14.000 euro
· accesso gratuito per pensionati, disabili, disoccupati.
dal giornale "Il caffè" del 19 maggio 2005
ANALISI 2
LA SCOPERTA
A Cisterna arsenico oltre 200 microgrammi/l. Non c'è deroga che tenga .
A Latina, Anzio, Nettuno e Sezze valori più alti di di quelli della ASL LT, che assicura: "nessun pericolo"
ACQUALATINA: niente allarmismi . Abbiamo già individuato le tecniche per dearsenizzare le acque. Dateci tempo.
(e molto probabilmente anche i denari pubblici perchè, se si tratta di investire i loro -come non hanno fatto finora-
avremo voglia di aspettare ...! n.d.r)
da Report del 8/5/2005
Come vedremo ci sono altre bollette che nonostante le promesse invece di calare aumentano, per esempio la luce, ma cominciamo con l’acqua. Che non viene solo dal cielo, e quindi ha un costo, e quando la usi la paghi, però è un bene pubblico. Potrebbe mai diventare proprietà di un privato? Italia e Stati Uniti a confronto, di Giovanna Boursier. http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=214